ABOUT THE GALLERY
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English
Dorothy Circus Gallery is a new space in Rome dedicated to "Lowbrow" and "Pop Surrealism", two of the most controversial, vital and exciting movements of contemporary art. "Lowbrow" and "Pop Surrealism" are born from an unusual alchemical fusion, a multicultural mix in which memories of childhood games blend with aspects of noir carnival, reinventing an ectoplasmic reality that reflects the complications of everyday life. The confusing and hallucinated psychic automatisms of the surrealist movement are now mixed with the American hot rod culture, underground comics and punk music, creating a perfect chaos , where absolute iconographic anarchy reigns . Pinups from the 50's smile at a gothic Alice rival of Lolitas dancing softly to the songs of the Pixies and Cure. Scenarios inspired by Hieronymus Bosch are filled with strange animals, clumsy figures and comical demons. A paradoxical atmosphere with weird presences that reminds us of a David Lynch film, a multicultural melting pot: street culture, pure pop, bizarre illustration, manga culture, tattoo art. It's everything that comes from videogames, indie music and sci-fi to strange multicoloured skulls celebrating the Mexican holiday Dia de los Muertos . "Lowbrow" is the opposite of "Highbrow" an American term evoking high literature, music, cinematography and art . Robert Williams, American cartoonist and founder of lowbrow culture magazine “Juxtapoz” created this neologism at the end of 1970, a new expression that transmits the power of a movement born from the slums, against a cultural system in decay . "Lowbrow" does not mean low profile but great artistic and cultural impact. In the last years the visual wonders of great artists like Mark Ryden, Todd Schoor, Jeff Soto, Joe Sorren, Shepard Fairey, Tim Biskup and the literary support by manifestos like Weirdo Deluxe by Matt Dukes Jordan and Pop Surrealism: The Rise Of Underground Art by Robert Williams, Carl McCormick, Larry Reid and Kirsten Anderson, helped “Lowbrow” gain a strong position in the world of contemporary art. Dorothy Circus is not only an art gallery but also a place where art lovers and collectors will find a fresh and diverse choice of new and renowned international artists . A real multicultural space that offers a series of highly selective exhibitions of the most valued artists in the international art scene mixed with a selection of young and promising artists. Dorothy Circus Gallery will include a bookshop with highly specified editions like Taschen, Chronicle Books, Last Gasp, Ginko, Drago, Gestalten and Murphy Design and art magazines like Juxtapoz, Hi-Fructose, Swindle, Territory, Drome Magazine. It will also feature selected catalogues and limited edition prints. The gallery will host a section dedicated to Design Toys from authors such as Obey, Gary Baseman, Tim Biskup, Fafi, Mars-1 and Tara McPherson and other limited editions toys created by the artists of the Dorothy Circus Art Gallery . Dorothy Circus aims to introduce and involve the audience with a n original and young kind of art, different from the scene founded on a useless exclusive approach. The physical brightness of the artwork is able to illuminate the mind of those who contemplate s it. |
Italiano
Dorothy Circus Gallery è uno spazio romano dedicato al lowbrow ed al pop surrealism , tra i più vitali ed emozionanti movimenti recenti dell'arte contemporanea. La galleria, ideata da Alexandra Mazzanti, è situata nei pressi di un acquedotto romano che dall'alto della sua classicità sembra la perfetta location per gli interni surreal-chic della superficie espositiva. Parquet e soffitti neri a cornice del bianco murale, sculture a gettata sopra archi neogotici in contrasto con l'ironico rosa dell'artshop e delle colorate texture del bookshop. Giochi estetici che provocano e incitano lo sguardo, usando le stesse armi del movimento artistico ispiratore. Dorothy Circus è il punto d'incontro tra canoni classici e voglia di sperimentare con l'obiettivo di diventare un vero e proprio punto di riferimento per coloro che vogliono avvicinarsi a questa affascinante corrente artistica nata sul finire degli anni '60 nell'area di Los Angeles, California. Il pubblico vedrà svariati artisti statunitensi ma anche nomi europei, compresi diversi autori italiani che proporanno le loro opere nelle mostre in programma e nei vari eventi collaterali. Il lowbrow e il pop surrealism nascono da una fusione alchemica inconsueta, una miscela multiculturale nella quale si mescolano richiami al mondo ludico dell'infanzia e aspetti di un onirico carnevale noir, reinventando così una realtà ectoplasmatica che riflette la complessità odierna. Gli allucinati automatismi psichici del surrealismo si accoppiano alla cultura hot rod dei bolidi truccati americani, ai fumetti underground ed alla musica punk , creando un calibrato caos nel quale regna l'anarchia iconografica. Pin-ups anni ‘50 sembrano strizzare l'occhio a provocanti lolite, odierne rivali di un'Alice gotica che saltellano ridanciane sulle note dei Pixies o dei Cure, mentre scenari degni del più ispirato Bosch si coprono di strani animali, buffi ominidi e innocui demoni. Atmosfere paradossali in cui si muovono sinuose presenze che talvolta rimandano alle inquietudini visionarie dei film di David Lynch. E' l'incontro di svariate culture, la Street Culture , il pop puro, la Tattoo Art , l'illustrazione più bizzarra, il mondo solipsistico dei manga: in sintesi, tutto ciò che nasce dal territorio e da sottoculture che si nutrono di videogames, indie music e sci-fiction, fino ad approdare alle figure dei coloriti teschi infarciti di rose del Dia de los Muertos messicano. “Lowbrow” è l'esatta contrapposizione di “Highbrow” termine colloquiale americano che viene comunemente usato quale sinonimo di alto spessore culturale e riferito alla letteratura, alla musica ed alla cinematografia come alle arti in genere. Robert Williams, cartoonist americano e fondatore del magazine di cultura lowbrow Juxtapoz è l'ideatore, sul finire degli anni ‘70, di tale neologismo lessicale che lascia intendere la potenza di un movimento nato dai bassifondi, dalle realtà di quartiere e schierato contro un sistema culturale elitario in decadenza. “Lowbrow” e “ pop surrealismo” abbandonano i canoni informali e minimalisti per tornare ad un nuovo e splendido figurativo ricco di contenuti moderni. Arte di forte impatto e immediata leggibilità che per anni è stata sistematicamente evitata dalla critica e dal sistema artistico. Negli ultimi anni grazie alle meraviglie visuali di grandi artisti quali Mark Ryden, Todd Schoor, Jeff Soto, Joe Sorren, Shepard Fairey, Tim Biskup e ed al supporto letterario di veri e propri manifesti quali Weirdo Deluxe di Matt Dukes Jordan e Pop Surrealism: The Rise Of Underground Art di Robert Williams, Carlo McCormick, Larry Reid e Kirsten Anderson tale genere artistico è entrato a pieno titolo e con i dovuti meriti a far parte del mondo dell'arte contemporanea. Dorothy Circus Gallery non è solamente una galleria d'arte ma un punto d'incontro per appassionati e collezionisti in cerca di nuove proposte e realtà ben consolidate sul mercato dell'arte. Un vero e proprio spazio multiculturale che si propone di offrire una serie di mostre altamente selezionate e di valore istituzionale. Nomi affermati e quotati del panorama internazionale affiancheranno giovani e promettenti artisti. Dorothy Circus Gallery ospiterà uno spazio bookshop dove si potranno acquistare o consultare pubblicazioni di case editrici con specifiche linee editoriali: Taschen, Chronicle Books, Last Gasp, Ginko, Drago, Gestalten e Murphy Design, affiancate a riviste come Juxtapoz, Hi-Fructose, Swindle, Territory e Drome Magazine, nonché una rigorosa selezione di multipli, cataloghi e stampe. Sarà presente una sezione dedicata ai Design Toys di Obey, Gary Baseman, Tim Biskup, Fafi, Mars-1 e Tara McPherson, oltre a edizioni limitate create dagli stessi artisti della Dorothy Circus Gallery. Lo scopo della Dorothy Circus è di avvicinare il pubblico ad un'arte giovane, diversa da ciò che offre il panorama odierno fondato su di un'inutile e pretestuoso esclusivismo. Forti della convinzione che la luminosità fisica dell'opera d'arte è ancora capace di illuminare la mente di chi la contempla. |
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