La Dorothy Circus Gallery di Londra è lieta di presentare Still Garden, la nuova mostra personale di Elen Bezhen (n. 1996), pittrice figurativa originaria del Caucaso Settentrionale, il cui lavoro esplora il delicato dialogo tra natura e umanità, con particolare attenzione alla forma femminile.

In Still Garden, Bezhen invita lo spettatore in un ecosistema delicato, dove la quiete della natura riflette il silenzio interiore dei suoi soggetti umani. Superando la semplice rappresentazione, l’artista tratta la natura non come semplice sfondo, ma come un personaggio autonomo—un contenitore di memoria e metafora di resilienza. In opere come Viscum Album (2025) e Evening Songs of Crickets (2025), la flora non si limita a circondare le figure: le avvolge, confondendo i confini tra la pelle del soggetto e la texture del mondo vivente.

Ispirandosi ai maestri del Rinascimento Settentrionale, Bezhen utilizza il linguaggio visivo del passato per parlare della realtà contemporanea. Crea “forme ibride”: piante che appaiono scientificamente accurate, ma che esistono soltanto nell’ecosistema della sua tela. Questa apparente precisione scientifica sfuma il confine tra ciò che è naturale e ciò che è costruito, rivelando la presenza dell’uomo nel mondo organico. I suoi soggetti, ritratti con la solenne grazia di un Bruegel o di un Van Eyck, abitano uno spazio che sembra al tempo stesso antico e straordinariamente contemporaneo.

Per Bezhen, dipingere è un atto di meditazione. Grazie a una tecnica multilivello rigorosa—che parte da uno sfondo a grisaille e si sviluppa attraverso molteplici velature traslucide—l’artista conferisce alla superficie una densità pittorica quasi viva. Il risultato è una luminosità che pare irradiarsi dall’interno delle figure, in netto contrasto con le profonde ombre terrose dei loro giardini-santuario.

Il “giardino” nell’opera di Bezhen non è semplicemente un luogo, ma uno stato psicologico. Lo spettatore percepisce un silenzio profondo in queste opere—una “pausa” in cui il rumore del mondo moderno svanisce, lasciando spazio solo al ritmo della crescita e allo sguardo del soggetto. Sia nella quiete domestica di Teatime with Bruegel (2025), sia nell’avvolgente immersione nel verde di Lavatera Trimestris (2025), l’artista cattura attimi di tempo sospeso. Luoghi di rifugio, nei quali la figura umana non si espone, ma si manifesta in completa autonomia, avvolta da uno stato di forza interiore e contemplazione silenziosa.